Morolòja kài Erotikà - Al Teatro Argentina di Roma per l'Accademia Filarmonica Romana - Giovedì 5 maggio ore 21,15

Con Schubert - Inseguire la felicità
Festival del quartetto d'archi

Morolòja kài Erotikà

eseguono:
Quartetto Prometeo
Valentina Coladonato, soprano

Fedele e Schubert
Ivan Fedele: Morolòja kài Erotikà su testi tratti da CANTI DI PIANTO E D'AMORE DALL'ANTICO SALENTO, Bompiani 1994
Commissione dell'Accademia Filarmonica Romana - prima assoluta
Franz Schubert:  La morte e la fanciulla



“I Canti di pianto e d'amore dall'antico Salento sono scritti in quell'idioma della Terra d'Otranto, il "grico", che purtroppo sta rapidamente estinguendosi. Brizio Montinaro li ha raccolti, tradotti e annotati con l'amore di chi sente vibrare in tali voci la memoria del proprio sangue. Ho condiviso con Brizio questo amore per la nostra terra e per la nostra lingua, e per la cultura e i sentimenti che essa esprime, (ri)mettendo in musica alcuni tra i versi più toccanti. Vita e amore, morte e dolore: semplicità del sentire quotidiano, profondità di un inconscio collettivo millenario nel suono arcaico e attuale di parole che non vogliono morire.” (Ivan Fedele)

Il Quartetto Prometeo ha sempre alternato nei propri concerti il grande repertorio e le nuove creazioni. Con questo concerto, debutta alla Filarmonica Romana.

Finalmente ci siamo! In questo momento sento di dover ringraziare il professor Bruno Cagli Presidente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha avuto l'idea di far incontrare il M° Ivan Fedele e chi qui scrive. Dal nostro incontro e dall' appassionato amore per il Salento, nostra terra di origine, è nato questo omaggio alla lingua grica. Una lingua che non vuol morire, che si ribella silenziosamente alla fine che più volte è stata pronosticata e che tutti gli organismi viventi son destinati ad avere. E' incredibile come il suono delle sue parole affascini il lettore creativo mentre il suo ritmo lo avvolge fino al punto di fargli generare nuove opere in una catena ormai lunga, tanto lunga che sembra infinita.
Musicisti come Luciano Berio, Brian Elias, Antonino  Chiaramonte, Ana Szilagyi, gli Ecovanavoce e in ultimo Ivan Fedele si sono confrontati con testi poetici della tradizione poetica grica che senza il mio libro non avrebbero probabilmente mai incontrato.
Se esiste un motivo per cui io debba essere ricordato vorrei che mi si ricordasse per il lavoro fatto per salvare la poesia grica del Salento attraverso la pubblicazione di CANTI DI PIANTO E D'AMORE DALL'ANTICO SALENTOIL TESORO DELLE PAROLE MORTE.
E un ricordo vada anche a Maria Corti, mia maestra e amica, senza la quale il mio primo libro probabilmente non sarebbe mai venuto alla luce.

      


Condividi sui social network